La vitamina B12, o cobalamina, è un nutriente con funzioni centrali per il buon funzionamento dell’organismo. Evidenze scientifiche ne hanno confermato l’importanza anche in ambito riproduttivo, sia maschile che femminile. Studi clinici ed epidemiologici hanno indicato che la carenza di Vitamina B12 può essere associata a difficoltà nel concepimento e a un aumento del rischio di esiti avversi durante la gravidanza. La vitamina B12 agisce come un coenzima in processi metabolici cruciali, come il metabolismo dell’omocisteina. La sua insufficienza può portare a un accumulo di omocisteina nel sangue, condizione legata a varie complicazioni.
Ruolo nella fertilità femminile e maschile
Le ricerche condotte nei centri di procreazione medicalmente assistita hanno fornito informazioni importanti. Nelle donne, livelli adeguati di vitamina B12 nel liquido follicolare, l’ambiente che nutre l’ovocita, sembrano correlarsi con la migliore qualità degli ovociti e il maggior tasso di fecondazione. Al contrario, concentrazioni elevate di omocisteina nello specifico contesto sono state associate alla ridotta maturazione degli ovociti e a una minore qualità embrionale. Anche per quanto riguarda l’impianto dell’embrione in utero, uno stato nutrizionale ottimale di vitamina B12 e folati appare vantaggioso. Negli uomini, diversi studi hanno riportato correlazione tra bassi livelli sierici di vitamina B12 o elevati livelli di omocisteina e parametri seminali alterati. La vitamina sembra migliorare la salute degli spermatozoi, supportando l’integrità del loro Dna e proteggendoli da alcuni tipi di stress cellulare.
Carenza subclinica, gravidanza, e considerazioni nutrizionali
Esiste una condizione di insufficienza subclinica che può passare inosservata pur avendo potenziali ripercussioni. La condizione può interessare, tra gli altri, individui che seguono diete vegane rigide per periodi prolungati, soggetti con disturbi gastrointestinali che ne compromettono l’assorbimento, o pazienti in terapia cronica con alcuni farmaci. Durante la gravidanza, il fabbisogno di vitamina B12 aumenta. Alcune meta-analisi hanno mostrato che la carenza materna è associata al rischio più elevato di basso peso alla nascita del neonato e di parto pretermine. Per quanto riguarda le fonti alimentari, la vitamina B12 è presente naturalmente in prodotti di origine animale come carne, pesce, uova e latticini. Chi segue regimi alimentari che escludono i cibi deve prestare particolare attenzione. Alcune alghe e alimenti fortificati possono contenere forme di vitamina, ma la loro efficacia e biodisponibilità possono variare notevolmente, e in alcuni casi sono presenti analoghi inattivi.
I consigli e le informazioni fornite hanno carattere puramente divulgativo e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista. In caso di disturbi persistenti o condizioni specifiche, è necessario consultare il proprio medico per una valutazione personalizzata e un eventuale percorso diagnostico-terapeutico.
