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Consumo di pesce e apporto di mercurio, l’indagine Efsa in Ue

Un’indagine ha esaminato le abitudini alimentari e la consapevolezza dei consumatori europei sulle raccomandazioni per limitare l’esposizione al mercurio attraverso il pesce.

Il consumo di prodotti ittici nell’Unione europea è al centro di un’indagine condotta dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Lo studio, commissionato dalla Commissione europea, ha analizzato la frequenza con cui i consumatori si alimentano con specie potenzialmente contenenti mercurio e il loro livello di conoscenza riguardo ai consigli dietetici nazionali sull’argomento. La richiesta dell’indagine è connessa al dibattito in corso tra gli Stati membri sui limiti massimi di mercurio consentiti negli alimenti e a una possibile futura revisione della valutazione del rischio già effettuata dall’Efsa. I dati raccolti indicano che circa il 60 per cento degli intervistati nei 29 Paesi consuma pesce e prodotti della pesca.

Diffusione dell’abitudine di mangiare specie ittiche con mercurio

Dei dati complessivi, una percentuale pari a circa un terzo, sia nella popolazione adolescenziale e adulta che tra le donne in gravidanza, ha dichiarato di mangiare specie ittiche con i limiti massimi di contaminazione da mercurio più elevati tre o più volte a settimana. Le specie sono tipicamente grandi pesci predatori, come squalo, pesce spada e tonno pinna blu o tonno obeso, in cui il mercurio si accumula nel corso della loro vita attraverso la catena alimentare. Gli autori dello studio raccomandano tuttavia una certa cautela nell’interpretazione dei risultati, a causa di incertezze legate alla rappresentatività del campione.

Linee guida dietetiche e bilanciamento rischi-benefici

La maggior parte delle autorità sanitarie nazionali nell’Ue ha raccomandato di mangiare una o due porzioni settimanali per le specie ittiche con limiti di mercurio più alti, o tre o quattro porzioni per quelle con limiti inferiori. Spesso si consiglia alle donne in stato di gravidanza di sostituire il consumo di pesci di grandi dimensioni con specie più piccole e con minori contenuti di mercurio. Le indicazioni, basate su precedenti pareri scientifici dell’Efsa, mirano a permettere ai consumatori, in particolare alle donne incinte e al feto, di beneficiare del consumo di pesce mantenendo l’esposizione al mercurio al livello più basso possibile. I benefici per la salute comprendono lo sviluppo cognitivo e del sistema immunitario nei neonati e un ridotto rischio di malattie cardiovascolari negli adulti. Al contrario, l’esposizione al metilmercurio, la forma più pericolosa, è associata a un ridotto sviluppo cerebrale e neurale nel feto e nei bambini piccoli.

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Di Farmacia Di Stasio - Camigliano (CE)

Il servizio informativo per i pazienti della Farmacia Di Stasio a Camigliano (CE).

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